I doveri di Salvini


Il richiamo a Simone Weil fatto dal ministro Salvini durante il suo discorso di domenica a Pontida è frutto di un uso perverso e mistificatorio del linguaggio dei doveri e di un’evidente ed inaccettabile manipolazione del pensiero di una delle più grandi pensatrici del Novecento. Quando Simone Weil, nella sua opera L’enracinement, parlava della priorità dei doveri sui diritti si riferiva al fatto che solo i doveri hanno la capacità di garantire i diritti, i quali altrimenti hanno bisogno della forza per essere attuati. Ciò che la filosofa francese voleva sottolineare è che soltanto in una società pervasa da una diffusa cultura dei doveri i diritti possono essere davvero concretizzati: «l’adempimento effettivo di un diritto non viene da chi lo possiede, bensì dagli altri uomini che si riconoscono, nei suoi confronti, obbligati a qualcosa». Nella sua visione del mondo, i doveri avevano la funzione fondamentale di legare gli uomini tra di loro, non di dividerli. Ella riconosceva che i doveri sono radicati nell’animo umano e che essi – a cominciare da quelli dei governanti nei confronti dei governati — costituiscono l’elemento essenziale per ogni ordinamento legittimo e per ogni relazione sociale nella quale si voglia realizzare la giustizia.

Etica del servizio e del comando


Soltanto la persona moralmente libera, vale a dire la persona che ha senso del dovere, può servire bene la Repubblica. Chi non ha senso del dovere è una persona banale o una persona d’animo servile. Le persone banali possono obbedire con zelo e svolgere le loro mansioni con molta efficienza. Poiché non hanno convinzioni profonde sono però disponibili a servire qualsiasi regime: il terzo reich o la libera repubblica fa poca differenza. Le persone d’animo servile sanno servire bene un uomo o alcuni uomini, non un ideale, e tanto meno la Repubblica. Tanto le persone banali quanto le persone d’animo servile hanno l’animo meschino, spesso miserabile. Possono essere astuti, mai saggi. Sanno pensare soltanto in piccolo; non hanno la finezza intellettuale che nasce dall’impegno a capire qualche cosa che è più importante della vita privata e familiare. Possono essere dunque burocrati di uno stato autoritario o ottimi cortigiani, mai veri servitori della Repubblica.

La critica radicale del presente: l'eredità di Marx


Non saprei dire quanti altri giovani della mia generazione misero in soffitta Marx dopo aver letto l’articolo Esiste una teoria marxista dello stato? che Norberto Bobbio pubblicò nel 1975 su ‘Mondoperaio’, e ripubblicò nel 1976 nel libro Quale socialismo?, ma sospetto siano stati molti.  La risposta di Bobbio era netta: negli scritti di Marx e di Engels, “una vera e propria teoria socialistica dello stato non esiste”. A nulla valsero le centinaia di pagine scritte dagli intellettuali ‘organici’, come si diceva allora, al Partito Comunista per confutare Bobbio e salvare Marx. Se Marx non aveva fornito una teoria dello stato, come poteva essere guida intellettuale di un partito che aspirava a guidare lo stato democratico?

Discorso 25 aprile - Casa Cervi


 È per me un vero onore parlare oggi, 25 aprile 2018, qui a Casa Cervi. Perdonate l’emozione di un vecchio professore. Albertina Sogiani e gli amici di Casa Cervi mi hanno chiesto di commemorare la liberazione. Non mi sento all’altezza del compito. Commemorare un evento così grande e così importante è impossibile per chiunque. Tutte le parole, se ci pensate bene, sono inadeguate, piccole, povere.
Una circostanza come questa richiederebbe, forse, il silenzio, che è la parola più solenne. Silenzio nel quale ognuno di noi si raccoglie nella propria vita interiore e si chiede cosa è stato quel sacrificio, ne rievoca da solo o da sola il valore.
Oltre alla difficoltà del compito, c’è un’altra difficoltà che devo condividere con voi, ed è la grave preoccupazione che avverto per il diffondersi dei movimenti fascisti. I fascisti diventano ogni giorno più aggressivi. Sono entrati in chiesa a intimidire un parroco che aiuta gli immigrati: è avvenuto a Pistoia nella parrocchia di don Massimo Biancalani nell’agosto del 2017. Hanno fatto irruzione in un centro di solidarietà – Como Senza Frontiere – nel novembre 2017 e hanno letto un proclama delirante che iniziava con le parole “nessun rispetto per voi traditori della patria“. Nessuno dei presenti ha reagito, “siamo persone pacifiche” ha dichiarato una cittadina presente. A Macerata, il 3 febbraio di quest’anno, un fascista ha sparato sugli immigrati. Non si contano le manifestazioni con saluti romani e le scritte che inneggiano al duce.

25 aprile

La Festa del 25 aprile a Casa Cervi è un evento entrato nella consuetudine della Festa della Liberazione a livello nazionale. Migliaia di cittadini da tutta Italia, da ormai 15 anni, hanno scelto Casa Cervi come luogo prediletto per celebrare questa festa nazionale, in maniera antiretorica e conviviale, tra musica e grandi ospiti istituzionali, dal mondo della cultura e della cittadinanza attiva. Un’importante novità di quest’anno riguarda la vigilia della Liberazione, martedì 24 aprile 2018, con una serata tutta dedicata alla Costituzione, nel 70° Anniversario della sua entrata in vigore.
Dal 28 maggio all'1 giugno 2018 si svolgerà a San Marino l’incontro internazionale Designing Civic Consciousness.
L’iniziativa, organizzata dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, ha lo scopo di riflettere sui temi che ruotano attorno alla coscienza civile e alla progettazione di nuovi strumenti per l’educazione civica, invitando al confronto filosofi, storici e designer. [segue programma]