Pochi giorni fa, nel corso
della cerimonia che si è svolta a Parigi per ricordare la fine della Prima
Guerra Mondiale, il Presidente Emmanuel Macron ha affermato che «le patriotisme
est l'exact contraire du nationalisme. Le nationalisme en est sa trahison». Il
4 novembre, in occasione delle commemorazioni italiane, il Presidente Sergio
Mattarella, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, ha sostenuto che “oggi
possiamo dirlo con ancora maggior forza: l’amor di Patria non coincide con
l’estremismo nazionalista. L’amor di Patria viene da più lontano, dal
Risorgimento. Un impegno di libertà, per affrancarsi dal dominio imposto con la
forza: allora da Stati stranieri. Dopo la Grande Guerra fu una parte politica a
comprimere la libertà di tutti. In questo risiede il profondo legame tra
Risorgimento e Resistenza.” Due capi di stato europei, in un’occasione solenne
per la storia dei loro popoli,ci esortano dunque a prendere coscienza che
patriottismo e nazionalismo, spesso confusi nel linguaggio corrente, sono
concetti radicalmente diversi e che mentre il patriottismo è un valore da
difendere, il nazionalismo è un male da combattere. Perché sono concetti
radicalmente diversi, e perché l’uno è un valore e l’altro un male?
Città del Messico, 5 novembre
¿Qué tan maquiavélico fue Maquiavelo?
En ocasión de la visita del Dr. Maurizio Viroli, profesor emérito por la Universidad de Princeton, quien es reconocido internacionalmente como uno de los especialistas en el trabajo de Nicolás Maquiavelo, se realizará una conferencia en el Auditorio Alfonso Caso en la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) el día lunes 5 de noviembre de 2018. En la conferencia se contará con la presencia del Dr. Leonardo Curzio, investigador del CISAN; el maestro Jorge Islas López, académico y constitucionalista, profesor del seminario de Constitucional I en el ITAM y de la materia de Teoría Constitucional y Derecho Constitucional en la UNAM; y se contará con la presencia del Director de la facultad de Derecho de la UNAM, Raúl Contreras como moderador.
En ocasión de la visita del Dr. Maurizio Viroli, profesor emérito por la Universidad de Princeton, quien es reconocido internacionalmente como uno de los especialistas en el trabajo de Nicolás Maquiavelo, se realizará una conferencia en el Auditorio Alfonso Caso en la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) el día lunes 5 de noviembre de 2018. En la conferencia se contará con la presencia del Dr. Leonardo Curzio, investigador del CISAN; el maestro Jorge Islas López, académico y constitucionalista, profesor del seminario de Constitucional I en el ITAM y de la materia de Teoría Constitucional y Derecho Constitucional en la UNAM; y se contará con la presencia del Director de la facultad de Derecho de la UNAM, Raúl Contreras como moderador.
05 de noviembre de 2018
De 10:30 a 12:00h
De 10:30 a 12:00h
OTRA
Auditorio Alfonso Caso, UNAM
Auditorio Alfonso Caso, UNAM
I cellulari compromettono la qualità dell’insegnamento
Ho raccontato a
ottimi colleghi italiani che da qualche anno proibisco l’uso di cellulari, tablet
e computer agli studenti che seguono le mie lezioni. Io stesso non utilizzo strumenti
elettronici in aula se non per proiettare immagini indispensabili alla lezione.
Ovviamente accade che ci siano casi eccezionali, ma eccezionali, appunto. Se uno
studente trasgredisce la regola, tolgo un punto nella valutazione finale; se
trasgredisce una seconda volta lo espello dall’aula. Naturalmente spiego bene
le regole e le ragioni delle regole durante la prima lezione e tutto è scritto
nella descrizione del corso. Nessun comportamento arbitrario da parte mia, ma
inflessibilità. Una cara collega, docente di letteratura italiana, ha sostenuto
che, invece, a suo giudizio i supporti elettronici aiutano a migliorare la
qualità della lezione. Mi ha spiegato che così gli studenti possono verificare
all’istante se le interpretazioni del docente sono corrette, possono arricchire
le analisi con altri riferimenti testuali, possono criticare le idee citando testi
diversi.
I doveri di Salvini
Il
richiamo a Simone Weil fatto dal ministro Salvini durante il suo discorso di
domenica a Pontida è frutto di un uso perverso e mistificatorio del linguaggio
dei doveri e di un’evidente ed inaccettabile manipolazione del pensiero di una
delle più grandi pensatrici del Novecento. Quando Simone Weil, nella sua opera L’enracinement,
parlava della priorità dei doveri sui diritti si riferiva al fatto che solo i
doveri hanno la capacità di garantire i diritti, i quali altrimenti hanno bisogno
della forza per essere attuati. Ciò che la filosofa francese voleva
sottolineare è che soltanto in una società pervasa da una diffusa cultura dei
doveri i diritti possono essere davvero concretizzati: «l’adempimento effettivo
di un diritto non viene da chi lo possiede, bensì dagli altri uomini che si
riconoscono, nei suoi confronti, obbligati a qualcosa». Nella sua visione del
mondo, i doveri avevano la funzione fondamentale di legare gli uomini tra di
loro, non di dividerli. Ella riconosceva che i doveri sono radicati nell’animo
umano e che essi – a cominciare da quelli dei governanti nei confronti dei
governati — costituiscono l’elemento essenziale per ogni ordinamento legittimo
e per ogni relazione sociale nella quale si voglia realizzare la giustizia.
Etica del servizio e del comando
Soltanto
la persona moralmente libera, vale a dire la persona che ha senso del dovere, può
servire bene la Repubblica. Chi non ha senso del dovere è una persona banale o una
persona d’animo servile. Le persone banali possono obbedire con zelo e svolgere
le loro mansioni con molta efficienza. Poiché non hanno convinzioni profonde
sono però disponibili a servire qualsiasi regime: il terzo reich o la libera
repubblica fa poca differenza. Le persone d’animo servile sanno servire bene un
uomo o alcuni uomini, non un ideale, e tanto meno la Repubblica. Tanto le persone
banali quanto le persone d’animo servile hanno l’animo meschino, spesso
miserabile. Possono essere astuti, mai saggi. Sanno pensare soltanto in
piccolo; non hanno la finezza intellettuale che nasce dall’impegno a capire
qualche cosa che è più importante della vita privata e familiare. Possono
essere dunque burocrati di uno stato autoritario o ottimi cortigiani, mai veri servitori
della Repubblica.
La critica radicale del presente: l'eredità di Marx
Non saprei dire quanti altri giovani della mia
generazione misero in soffitta Marx dopo aver letto l’articolo Esiste una teoria marxista dello stato?
che Norberto Bobbio pubblicò nel 1975 su ‘Mondoperaio’, e ripubblicò nel 1976
nel libro Quale socialismo?, ma
sospetto siano stati molti. La risposta di
Bobbio era netta: negli scritti di Marx e di Engels, “una vera e propria teoria
socialistica dello stato non esiste”. A nulla valsero le centinaia di pagine
scritte dagli intellettuali ‘organici’, come si diceva allora, al Partito Comunista
per confutare Bobbio e salvare Marx. Se Marx non aveva fornito una teoria dello
stato, come poteva essere guida intellettuale di un partito che aspirava a
guidare lo stato democratico?
Discorso 25 aprile - Casa Cervi
È per me
un vero onore parlare oggi, 25 aprile 2018, qui a Casa Cervi. Perdonate
l’emozione di un vecchio professore. Albertina Sogiani e gli amici di Casa
Cervi mi hanno chiesto di commemorare la liberazione. Non mi sento all’altezza
del compito. Commemorare un evento così grande e così importante è impossibile
per chiunque. Tutte le parole, se ci pensate bene, sono inadeguate, piccole, povere.
Una
circostanza come questa richiederebbe, forse, il silenzio, che è la parola più
solenne. Silenzio nel quale ognuno di noi si raccoglie nella propria vita
interiore e si chiede cosa è stato quel sacrificio, ne rievoca da solo o da
sola il valore.
Oltre
alla difficoltà del compito, c’è un’altra difficoltà che devo condividere con
voi, ed è la grave preoccupazione che avverto per il diffondersi dei movimenti
fascisti. I fascisti diventano ogni giorno più aggressivi. Sono entrati in
chiesa a intimidire un parroco che aiuta gli immigrati: è avvenuto a Pistoia
nella parrocchia di don Massimo Biancalani nell’agosto del 2017. Hanno fatto
irruzione in un centro di solidarietà – Como Senza Frontiere – nel novembre
2017 e hanno letto un proclama delirante che iniziava con le parole “nessun
rispetto per voi traditori della patria“. Nessuno dei presenti ha reagito,
“siamo persone pacifiche” ha dichiarato una cittadina presente. A Macerata, il
3 febbraio di quest’anno, un fascista ha sparato sugli immigrati. Non si
contano le manifestazioni con saluti romani e le scritte che inneggiano al
duce.
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